Il calcio come modello di aggregazione per i ragazzi

Il calcio è uno sport che in Italia ma non solo è il più popolare e più praticato da tutti, soprattutto dai ragazzi. Spesso quando si parla di questo sport, il pensiero corre immediatamente al calcio milionario della nostra serie A, o degli altri campionati che hanno un giro d’affari veramente impressionante. Questo sport però non è solo questo.

Il calcio è praticato da moltissime persone a tutti i livelli, sia dilettantistici, che “per passione”. Chi non ha mai dato un calcio ad un pallone?. Spesso ci si riunisce per giocare anche in un campetto vicino a casa, o in un oratorio di una delle tante parrocchie dislocate sul nostro territorio. Ciò consente a tutti di praticare dello sport in maniera sana, ed in alcuni casi totalmente gratuita (anche se vista l’organizzazione delle città moderne, questo tipo di calcio sta divenendo sempre più raro e difficilmente praticabile).

Il calcio come momento di aggregazione

Ecco perché il calcio diventa un momento di aggregazione importante; in grado di tenere spesso lontani i ragazzi dalle tante oscure tentazioni presenti all’interno della nostra società. Il calcio diviene anche un modo per ritrovarsi e non isolarsi, magari davanti ad un computer ed un social network. E’ utile per stringere rapporti umani ed amicizie. Ovviamente il calcio da anche altri spunti di incontro e condivisione.

Ad esempio anche chi non lo pratica, ma magari si reca in uno stadio, un palazzetto dello sport o in un campetto di periferia, per andare a vedere la partita, in un certo qual modo ha la possibilità di essere parte del tessuto sociale. Potersi sedere sugli spalti di una struttura sportiva, infatti ci da la possibilità di commentare una partita, un’azione, un gol. In questo modo si familiarizza con qualcuno, che può essere una persona conosciuta o meno. Questo diventa infatti un particolare quasi insignificante. Anche la famosa canzone di Antonello Venditti, inno della Roma giallorossa, mette in evidenza proprio questo aspetto, in maniera molto bella e coinvolgente.

Il modello da seguire

Dire che il calcio milionario è malato e un modello da non prendere ad esempio, a nostro modestissimo giudizio, è un modo come un altro per demonizzare un qualcosa di bello. Certamente anche in questo frangente nello specifico, ci sono delle sfaccettature che magari potrebbero “allontanarci” dalla sana passione, ma spesso anche questa interpretazione diviene un modo come un altro per allontanarsi dallo sport e dal calcio nella fattispecie. Il calcio dilettantistico o praticato per hobby, risulta essere ovviamente più sano e meno inquinato dal denaro.

Questo è il modello da seguire, quello che effettivamente aggrega e ci fa sentire tutti uguali. Possiamo infatti giocare con una squadra di amici, dove all’interno troviamo un operatore ecologico, un medico, un politico, un commerciante ecc. Tutte categorie sociali differenti, con stili di vita e conti in banca non paragonabili; ma dal momento che si scende in campo si è tutti uguali, ci si chiama per nome e ci si da sempre del tu. Vengono quindi abbattute tutte le barriere sociali pre esistenti, che magari fuori dal campo condizionerebbero il rapporto.

Stessa cosa dicasi di coloro che si siedono sugli spalti per vedere la partita. In quel momento siamo tutti uguali, nessuno è più o meno di nessuno. Questo è il modello da seguire, quello che rende il calcio uno sport unico, in grado di aggregare tutti i ceti sociali ponendoli tutti sullo stesso livello. Un qualcosa di grandioso che solo lo sport riesce a mettere in pratica, senza troppi fronzoli o leggi scritte. La legge dello sport, e nello specifico del calcio, non è scritta da nessuna parte, perchè non ne ha necessità. ricalca infatti il modello di quando si scendeva nel cortile sotto casa a giocare a pallone con gli amici. In quel momento il figlio del medico, o del padrone di casa per fare un esempio, era identico al figlio del poliziotto o del tassista. Anzi se il figlio del meno abbiente era il più bravo, diveniva “l’eroe” di tutti, anche dei più ricchi.

Il calcio aggrega in ogni sua forma

Come detto il calcio, oltre a quello giocato o seguito dagli spalti, aggrega sempre e comunque. Spesso gli italiani infatti usano ritrovarsi a casa del padre, dell’amico ecc, per vedere la partita tutti insieme. Diventa un momento di aggregazione per bersi una birra tra amici, raccontarsi qualcosa, magari problemi familiari ed economici, o anche storie belle.
Gli amici spesso infatti sono in grado di “regalarti” la soluzione al problema, visto che affrontandola dall’esterno, riescono a trovare in maniera più lucida la soluzione ad un problema, che a noi in quel preciso momento pare insormontabile. Questo vale anche per i ragazzi, che spesso si aggregano in una casa o in un locale per vedere la partita, commentarla, fare battute e “crescere” tutti insieme. Questo infatti è il vero scopo dello sport e del calcio, crescere tutti insieme grazie all’aggregazione che aiuta a confrontarsi e “diventare” adulti migliori.

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