Lo stalker: chi è e la sua pressione psicologica

Persone che negano la libertà, la privacy, il vivere sereni.

Sapete qual è la cosa bella di avere un proprio blog? Che si ha uno spazio per fare informazione, per scrivere articoli che possono aiutare le persone ed anche per poter avere un modo per comunicare ai lettori le proprie idee, i propri pensieri e anche le proprie paure.

In questo articolo voglio affrontare proprio queste ultime, parlando di una figura che oggi deve essere veramente temuta: quella lo stalker.

Forma di aggressione messa in atto da un persecutore che irrompe in maniera ripetitiva, indesiderata e distruttiva nella vita privata di un altro individuo, causando a quest’ultimo gravi conseguenze fisiche o psicologiche

(Maran, 2010).

Sii sincero, dimmi se non ti sei mai trovato/a nella situazione di rompere un fidanzamento o un rapporto amoroso e trovarti l’ex o la ex che ti controllano, ti spiano il profilo facebook e instagram, che cerca di capire come mai hai preso la decisione di troncare il rapporto, che magari ti pedinano, fanno appostamenti per spiarti… ti è capitato eh!! Ma poi cosa succede, che questo comportamento dopo poco svanisce, perché ognuno si ricrea una vita, va avanti, crea nuovi rapporti e ripristina la propria felicità che sembrava aver perso. Questo in un contesto normale, fisiologico, umano.

In certi casi invece la persona che viene lasciata, la persona che subisce la rottura del rapporto non da tregua, perseguita in ogni modo colui o colei che pensava di amare (perché questo è ben lontano dall’essere amore) e che le ha detto addio. Diventa invadente in ogni modo e più la vittima esprime la volontà di essere lasciata in pace, più lo stalker affina le tecniche, diventa sempre più distruttivo, molestando ed arrivando a far diventare un incubo la vita della sua vittima.

Lo stalker

Lo stalker viene quindi identificato come una persona con forti problemi psicologici che con chiamate continue, sms, mail, pedinamenti, contatti sui social ed ogni altro mezzo a sua disposizione perseguita la sua vittima.

Esistono varie classificazioni di stalker, una classificazione ne crea due categorie:

  • Attaccamento affettivo-amoroso
  • Attaccamento persecutorio-irato

Praticamente nel mio caso un unione di entrambe le cose, sigh!

Oppure in queste:

  • il risentito
  • il bisognoso d’affetto
  • il corteggiatore impacciato
  • il predatore

In questo caso “fortunatamente” mi sentire di comprendere la mia situazione in un ottimo mix tra le prime due categorie, con un piccola parte anche della quarta.

Da queste descrizioni si può dedurre che non si definisce stalker solo chi è reduce da una relazione amorosa, lo stalker ha diverse sfumature che riconducono però tutte ad un rapporto estremamente disfunzionale, estremamente malato con la sfera affettiva.

Lo stalker nella pratica:

  • Comunicazioni continue mediante telefono, sms, lettere, mail
  • Messaggi sui social network, oppure sull’automobile, porta di casa, luogo di lavoro;
  • Pedinamenti o appostamenti;
  • Investigazioni sulla vita della vittima e su come essa trascorre la giornata;
  • Invii di messaggi indesiderati;
  • Diffamazioni  della vittima;
  • Danneggiamenti delle proprietà della vittima;
  • Aggressioni fisiche o sessuali nei confronti della vittima;
  • Minacce verso la vittima e verso le persone ad essa vicine.

Anche qui direi un 8 punti su nove!!! Mi ritengo fortunato

Le conseguenze psicologiche per chi è vittima di stalking sono molto pesanti, perché un individuo si sente perseguitato e seguito in continuazione, quando vorrebbe solo essere lasciato in pace, libero di camminare o recarsi in ogni posto desidera, senza il rischio di trovarsi dietro un pedinatore; o semplicemente vorrebbe VIVERE la propria vita senza avere alle spalle una persona che costantemente, morbosamente, in modo molesto indaga su di esso e lo perseguita.

In più in alcuni casi chi stalkera gli altri potrebbe addirittura diventare violento. Se si è vittima si stalking, si consiglia di rivolgersi alle forze dell’ordine, per difendere la propria persona e la propria privacy.

Lo stalker: chi è e ciò che mette in atto

Come abbiamo detto lo stalker è una figura che perseguita gli altri, ma non è detto che il persecutore sia uno solo, in alcuni rari casi, possono essere una o anche più persone che mettono in atto questa violenza.

Anche in questo caso, tutto può accadere perché una relazione termina e l’altro o l’altra non accetta questa condizione.

Se dovessimo dirla in modo estremamente sintetico e banale, lo stalker in poche parole è spia, di una persona che lede la privacy delle sue vittime. Tra l’altro si specifica che sebbene si dica nel linguaggio comune “lo stalker”, si deve immediatamente sottolineare che l’individuo che pratica stalking non sia sempre un uomo. Ci sono infatti anche tanti casi di donne che perseguitano gli altri o in certi casi altre figure legate alla vittima anche all’interno della propria famiglia.

Le conseguenze psicologiche per la vittima

Chi è vittima di stalking si sente continuamente bersagliato, perseguitato e tende a rinchiudersi in casa, anche perché fuori si sente sempre spiato. Tende a limitare la propria libertà, si chiude in se stesso, soffre.

Tale sensazione è costante, sia che il soggetto esca o sia in casa, soprattutto se riceve continuamente delle telefonate, sms, mail. Ricordate poi che se nei vostri intenti c’è il rimedio di bloccare queste persone, il semplice blocco dai social, da whatsapp ecc, non avrà alcun effetto, perché il vero stalker studierà nuovi canali da utilizzare per perseguitare la propria vittima. Pensate che io conosco delle persone che nonostante bloccate su tutti i social, su cellulari e altro, sono riuscite a capire che l’unico modo per non poter essere bloccate, e quindi poter continuare ad invadere la vita della loro vittima, è aprire una PEC, che essendo come una raccomandata non può essere bloccata. Diabolicalmente geniale!

Si specifica inoltre che chi ha degli atteggiamenti da “perseguitatore” non per forza lede la vittima con la violenza fisica, può diventare anche violento e ferire anche solo attraverso le parole e gli atteggiamenti.

Come difendersi da uno stalker

La vittima quindi ha tutto diritto di difendersi e di rivolgersi non solo alle forze dell’ordine, ma anche a centri specializzati che si occupano di queste problematiche. Capita spesso e sicuramente in modo intelligente che gli individui che subiscono situazioni del genere, si rivolgano a psicologi e a professionisti per poter riprendere la loro libertà e per riacquistare fiducia nell’ambiente esterno.

Ma ricordate che il primo passo è rivolgersi alle forze dell’ordine ed eventualmente sentire un avvocato. Questo potrebbe essere un iniziale deterrente per lo stalker, ma non sempre dietro ad una denuncia esso smetterà. Ma dovrete essere più forti di lui, perseverare e supportati da uno psicologo e con le denunce in mano, andare dritti verso la strada per la vostra liberà.

Perché si, nonostante le diverse tipologie, dovrete riprendere la vostra privacy, la vostra libertà, senza guardarsi dietro le spalle e sapere o vedere di essere seguiti, controllati.

La situazione è sicuramente molto difficile in tutti questi casi ed è per questo che occorre chiedere aiuto, per potersene liberare.

Articolo a cura di Luca Bonmartiin